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Ancora
un weekend ucciso dalla meteo, anche oggi un'ora di auto, una speranza,
che già sul passo dei Giovi si trasforma in sconfitta, la schiarita che
lascia spazio alla nebbia.
Di
volare ad Albenga non se ne parla, la meteo in Liguria è anche peggio
che a Novi, il cielo invernale è disturbato da un vento di libeccio
fuori stagione che ammucchia nubi basse sulle basse cime degli Appennini.
Mi
ritrovo sul campo di Novi, accolto dai pochi amici che con ogni tempo,
come me, non possono fare a meno di respirare l'aeroporto, il suo prato
e le porte dell'hangar che si aprono rumorosamente, lasciando filtrare
il debole sole sulle ali tristi dei mezzi in letargo.
Dopo
pranzo, dopo i soliti racconti e le fantasticherie su dove andremo, su
cosa faremo, mi ritrovo a camminare accanto all'ASWK21 del Club.
Il
magico essere volante sembra addormentato e non pare aver voglia di
muoversi fuori dalla sua cuccia; come lui, anche Vittorio e Michele
indaffarati intorno al motore del Robin, non accusano la mia tristezza...
Mi
sbagliavo.
Sono le
3,00 del pomeriggio e il cielo, come a farmi un dispetto, è sempre più
blu, scaldato dal sole che finalmente si prende uno spazio deciso; io
giro senza pace tra il bar, la sala briefing e il bagno! ormai sento di
essere spacciato e quasi decido di rientrare a casa quando Borgo si
avvicina e mi chiede:
"ma
vuoi proprio volare ? devo fare un volo officina con il Piper...
potresti venire con me"
ma che
domande son queste!!! certo che vengo con te... anche in capo al mondo,
purché volando !!! Non ho detto proprio queste parole ma sono sicuro che
lui le ha sentite lo stesso.
Vito
esegue i controlli e io mi sistemo a bordo del piccolo aereo bianco e
rosso, il sogno di ogni pilota e oggi anche il mio, oggi
irresistibilmente attratto da questo mucchio di tela, tubi e amore per
il volo, più forte dell'istinto che mi invita a non tradire il volo
silenzioso, più forte dell'imbarazzo per questa debolezza che forse
dovrei nascondere, più forte di tutto...
Lui
risponde fedele ai comandi di Borgo, tutto motore... barra tutta avanti,
pochi metri alza la coda... barra in centro... il carrello è ora più
leggero e...
la magia si
ripropone in tutta la sua grandezza... siamo in volo!

Saliamo
senza peso, veloci quanto basta, sempre più lontani da questa terra cara
e odiata; non penso a niente, non esiste più niente tranne il suono del
motore e del vento. Il primo è caldo e armonioso come uno
strumento musicale perfettamente accordato, come un vecchio pianoforte
nelle mani di un Maestro... il vento invece è l'amico di sempre, la
velocità che mi regala il volo, l'energia che mi ancora alle nubi.

Borgo
continua a fare i suoi controlli mentre io mi perdo in questo cielo.
Più
saliamo e più la terra non è che un ricordo, sembra che questa salita
non debba finire mai. Ogni metro guadagnato è un nuova
prospettiva; prima la foschia e le montagne in controluce, poi sempre
più blu, il cielo è il vero padrone, sopra le nubi, sopra i pensieri e lo
spazio si allarga all'infinito.


Lui è
contento, lo sento.
Ormai
il suono è diventato un canto e mi ritrovo a fischiettare anch'io un
motivetto senza tempo nell'interfono, come quando a bordo della mia
vecchia Guzzi, fischiettavo sereno, lasciandomi stordire dal vento sul viso, in una tiepida serata
estiva.
Borgo
mi riporta alla realtà e annuncia alla torre la lunga base sinistra.
Pochi
attimi e tutto finirà... ma quanto devo oggi a questo Uomo.
Non so
quanto fosse importante fare proprio oggi questo volo officina, ma sono
certo che Lui sapeva quanto fosse importante per me.

Grazie
a Lui e... grazie Vito.
FS |