Moncler Ghany Vest Light Pink

Forse aver portato in televisione il tema dei maltrattamenti sugli animali (in questo caso le oche spiumate vive per riempire giacche e piumini) deve aver dato fastidio ai grandi brand. Dopo il servizio di Report, infatti, Moncler ha deciso di trascinare in tribunale la Gabanelli e il suo team. Ma non finisce qui.

I carri armati sono apparsi sulle televisioni quando le contrattazioni erano finite. La paura non stata nemmeno sul mercato dei beni rifugio. L’oro che nei momenti di tensione internazionale diventa l’asset pi richiesto ha registrato solo un piccolo aumento (+0,17%) a 1337 dollari l’oncia.

Dopo aver spiumato Moncler, Report torna all’attacco della moda italiana, e spara a zero sulla maison Gucci. Secondo quanto denunciato dalla trasmissione di Milena Gabanelli, nella filiera toscana del marchio della doppia G non vengono utilizzati solo artigiani in regola, ma anche lavoratori cinesi sottopagati. Tutto ciò è falso e diffamatorio, noi difendiamo il made in Italy, replica la Maison che da anni è controllata dal colosso francese del lusso Kering, rivale di Lvmh, ma produce il 100% della pelletteria nel nostro Paese, dando lavoro a oltre 7mila addetti, tra fornitori di primo e secondo livello, per il 90% italiani..

Per cui si vedono i garzoni dei bar che lavorano accanitamente per pagarsi l abbronzatura artificiale, simbolo del ricco che se ne è andato in montagna, i figli delle donne a ore che aspettano la mamma alla fine del mese per piatire l enorme dono della calza giusta, che darà l illusione di un privilegio, dell unico riscatto sociale cui aspirano. L USO della droga rientra nella stessa logica dell universo giovanile: è una merce avventurosa e qualificante, una sostanza costosa quindi importante, una forma di consumo che permette l appartenenza a un gruppo fortunato e che contemporaneamente, con la sua invasione totalizzante della persona, cancella le insicurezze e le esclusioni dalle marche, dai prodotti che contano. Una parte quindi delle nuove generazioni si muove dentro un grigiore e una povertà senza riscatto, in cui imperano la moda, le mode, il gruppo, l informatica come gioco, con pochi agganci alla stessa realtà giovanile, al futuro personale in cui scarseggiano il lavoro e quel denaro che arricchirebbe almeno degli oggetti desiderati.

Il nome è inquietante. Blackrock, la roccia nera. Un monolite atterrato a fine febbraio nel capitale di Intesa Sanpaolo con una quota del 5 per cento, diventandone il secondo socio dopo la compagnia Sanpaolo e soprattutto scavalcando la potente Cariplo dell’eterno gran capo delle Fondazioni, Giuseppe Guzzetti.

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