Moncler Jacket Mens 2015

Proibite rigorosamente le imitazioni. Un trend diffuso tra i giovani ed espressione di un passaggio sociale e politico. Ma la griffe era la parte più importante dell’abbigliamento. Contano. Condizionano. Influenzano il giudizio degli altri. Alessandra Facchinetti reinventa la moda e ripensa a se stessa. La designer, dopo le esperienze nei grandi marchi come Prada, Gucci, Valentino e Moncler, ha preferito lasciare il tradizionale percorso del fashion system, fatto di sfilate stagionali, di boutique monomarca e di larga distribuzione, in favore della vendita on line. Il successo del primo negozio londinese, il pubblico britannico ha accolto con molto entusiasmo la linea fatta di pezzi casual con incursioni glam adatti per essere portati tutti i giorni, fa pensare (e sperare) di essere sulla strada giusta.

Ai primi due posti delle aziende quotabili ci sono Dolce e Giorgio Armani (ranking uguale a quello del 2011), seguiti da Ermenegildo Zegna (che nello scorso anno era al quinto posto), Calzedonia, Twin Set, Kiko, Max Mara, Diesel Only the Brave, Loro Piana (che balza dal 13 al 9 posto) e Moncler Industries. Le new entry sono otto: Ermanno Scervino, L’Erbolario, Fixdesign, Arav Fashion Silvian Heach, Bottega Verde, Monnalisa, Antress (Manila Grace ) e Zeis Esxcelsa ha precisato Carlo Pambianco e hanno sostituito altrettante aziende. L’anno scorso avevamo inserito Brunello Cucinelli, che nell’aprile di quest’anno ha messo a segno l’Ipo di maggior successo degli ultimi anni insieme, guardacaso, a un’altra azienda del settore, Salvatore Ferragamo, quotata a Milano dal 2011.

Questo a riprova che nemmeno sul piano del sociale come pure su quello della politica esiste più un modello di comunicazione a taglia unica, dal momento che il mix tra strategia e tecniche, tra quelle che gli autori chiamano le “cinque leve della comunicazione” (Relazioni pubbliche, marketing diretto, pubblicità, promozioni, sponsorizzazioni) e gli strumenti, dal web a quelli tradizionali, deve per forza di cose tener conto di un gran numero di indicatori di riferimento. Di questo complesso mix fa parte anche la Corporate social responsbility (Csr), la responsabilità sociale d uno strumento di relazioni pubbliche, come spiegano gli autori, che in Italia non si è ancora guadagnato lo spazio che, nel corso degli ultimi 20 anni, si è invece guadagnato in altri paesi europei e nordamericani. La pratica di stilare un bilancio sociale consente non solo di presentare all con tutte le ricadute che ciò può comportare sul piano dell un lato finora rimasto in ombra della realtà d vale a dire il suo connotato di soggetto sociale e relazionale.

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