Moncler Jassen Dames Bont

Chissà, forse negli uffici di Via Pontaccio, nel Quadrilatero della moda a Milano, devono essersi ricordati di quel vecchio spot No Alpitour? Ahi Ahi Ahi e sono corsi ai ripari. Tip, la banca d di Giovanni Tamburi ha comprato Alpitour, storico marchio di viaggi e vacanze. E l tassello di un puzzle che sta facendo della boutique milanese una holding del lifestyle italiano, una sorta di Lvmh tricolore: un polo del lusso, declinato in tutte le sue forme, dall al cibo, al design.

A operazione conclusa Moncler avrà un flottante di 26,7%, che potrebbe salire verosimilmente fino al 30,7%, se verrà esercitata per intero la green shoe. Il presidente Remo Ruffini, che comprò l’azienda dei piumini in crisi nel 2003, resta fermo alla sua partecipazione attuale (31,9%), a vendere in parte sono i fondi Carlyle, Eurazeo e Brand Partners (Mittel). Anche Sergio Buongiovanni manterrà la sua quota dello 0,25%.

Ri Ansaldo Sts, dentro Moncler. La review trimestrale degli indici di Piazza Affari vedrà a partire dal prossimo 24 marzo il titolo del gruppo dei piumini sbarcato a Milano lo scorso dicembre entrare nel Ftse Mib al posto di Ansaldo che andrà nel Ftse mid cap al posto di Tamburi Investment Partners. Tra gli altri cambiamenti spiccano gli ingressi di Tamburi Investment Partners, Nice e Monrif nel Ftse Italia small cap.

Settimana decisamente negativa per Piazza Affari. Tra il 2 e il 6 maggio il FTSEMib ha subito una flessione del 4,07% a 17.843 punti. Da inizio 2016 il ribasso dell pari al 16,7%. Era il giugno del 2011, e Moncler annunciava di aver messo in agenda l’operazione entro l’estate. A riferirlo era stato Marco De Benedetti, managing director del fondo Carlyle in Italia che, dal 2008, aveva in mano la maggioranza delle quote del gruppo e cercava di portare a termine con successo l’exit strategy. Erano stati scelti come advisor: Morgan Stanley e Merrill Lynch..

Il temine che deriva da pre school, scuole preparatorie che indirizzano i ragazzi agli studi superiori, evoca un mondo di uniformi impeccabili e calzature lucide. Dai 70 in poi di diffonde molto in Inghilterra: “Lo stile derivato dai college americani era segno di modernità. Perché non ispirarvisi dopo il ’68?”, scriveva Elio Fiorucci riferendosi appunto al preppy style..

Si affannavano a rifiutare tutto quello che c’era prima e intorno a loro pensando di vivere come avevano deciso in totale e assoluta autonomia e intanto erano già stati tutti presi, impacchettati e spediti a milioni di milioni in mostruosi mega alberghi tutto compreso con i loro rotolini di pesetas in tasca e poi infilati in gelidi locali dove avrebbero cantato “People from Ibiza” a squarciagola fino al mattino credendo di divertirsi veramente e dopo due settimane via, a casa, con la lacrimuccia sul viso e un indirizzo spiegazzato nelle tasche, che ci vediamo all’ultimo dell’anno. Come vacche al macello. Che pena.

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