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Telecom Italia salita del 2,55% a 0,9635 euro. In relazione alle notizie di stampa in merito a una presunta operazione di della propria controllata Telecom Italia Media (+3,55% a 1,035 euro), il gruppo telefonico ha precisato che le possibili opzioni con riferimento alla controllata verranno esaminate nel contesto della pianificazione industriale del gruppo. Intanto, nell del recente buy back su titoli con scadenze tra il 2015 e il 2017 Telecom Italia ha annunciato che intende accettare offerte di acquisto fino a un ammontare massimo complessivo pari a 810,31 milioni di euro..

Le borse europee chiudono l seduta della settimana con ribassi contenuti, con la piazza di Madrid in flessione dell dopo il voto regionale in Catalogna che ha sancito la vittoria dei movimenti indipendentisti. Gli investitori sono rimasti cauti, in vista della chiusura natalizia dei mercati e dopo l in rosso di Wall Street. Al termine degli scambi Londra cede lo 0,15%, Francoforte lo 0,28% e Parigi lo 0,39%.

Stando all’ultimo bilancio consolidato l’investimento in azioni Fca e Ferrari ammonta a oltre 100 mln di euro. “Nel tempo alleggeriremo la partecipazione ma spiega Tamburi certamente non su questi prezzi perch riteniamo che il valore intrinseco sia enormemente pi alto del valore attuale. Verso la fine dell’anno e con la scadenza del convertendo, assai probabilmente ci sar un prezzo diverso e cominceremo a fare ragionamenti: se dice ancora i target dei piani al 2018 saranno di nuovo confermati, il titolo pu valere molto di pi Investment negli ultimi sei mesi ha guadagnato oltre il 22%, in Borsa, in controtendenza con il listino milanese; la sua performance borsistica negli ultimi cinque anni ha messo a segno un +137%, quella del Ftse Mib stata negativa, circa 5%.

Non c’è solo la carenza di cultura della legalità da parte degli abusivi e di cittadini italiani acquirenti (è ormai storia vissuta, per chi conosce certe dinamiche, che il cittadino purtroppo è quasi sempre di parte contraria agli operatori di polizia municipale che procedono nei confronti di venditori abusivi). Ma ben altre motivazioni: la pressione a cui siamo sottoposti, ci viene scaricata tutta la responsabilità di risolvere la piaga dei venditori abusivi dilagante in tutte le città italiane, le continue iniziative e direttive operative alquanto discutibili (attività che per la polizia municipale. Dovrebbero essere complementari trasformate in competenza primaria), la mancanza di organizzazione e pianificazione seria dei servizi, la mancanza di adeguata preparazione e strumenti operativi, la scarsa presenza e supporto degli addetti al coordinamento e controllo (i servizi notturni al Donoma ne sono un esempio).

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