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Piazza Affari resta depressa a metà giornata, più degli altri listini europei, eccezion fatta per Madrid ( 2,56%) con il Ftse Mib che lascia sul terreno l’1,45% a 22.459 punti. Sul listino incidono sempre le vendite sui bancari con la la richiesta della Bce di alzare gli accantonamenti sui crediti deteriorati. Maglia nera si conferma Banco Bpm ( 4,15%), finita nel corso della mattinata in asta.

Il macigno più pesante e minaccioso consiste nel bond da 200 milioni lanciato nel 2000 per l’acquisizione di Cerruti. Il bond è in scadenza al 24 luglio prossimo. A fronte di questa situazione Mazzola, che assieme al banchiere ticinese Carlo Pagani detiene circa il 23% del capitale, intende rilevare pure il 5,6% rimasto in mano al suo predecessore Facchini e liquidarlo.

Lo sottolinea il numero uno dell Angel Gurria, intervenuto al meeting di Davos: che Mario (Draghi, ndr) decida come ha fatto finora. Non credo che metter un tetto all di titoli, ha spiegato il segretario generale: dico 500 miliardi di euro. Dico solo che deve essere allineato alle necessit.

Nel 2013, quando per la prima volta dopo un quinquennio i debutti hanno superato i delisting, a Piazza Affari hanno fatto il loro ingresso 18 società. Ben 15 su Aim, una sul Miv e due, certamente le più grandi e anche quelle che hanno avuto maggior riscontro, Moleskine e Moncler, su Mta. A farla da padrone sul listino delle piccole è stato il settore green, con un terzo delle matricole.

15 16 GENNAIO 2016La fashion week della moda uomo di Milano si apre a passo di marcia. Quella militare, perch militar style il fil rouge della prima giornata di sfilate. Da Costume National che mixa camicie in ciniglia, pelliccia e pantaloni combact su giacche di foggia militare a Ports 1961 dove Milan Vukmirovic traspone su cappotti cammello giochi colorblock che riecheggiano le coperte militari.

Non è un’Ipo da poco: dall’operazione saranno raccolti da 585 a 681 milioni di euro, a seconda del prezzo per azione che verrà fissato. E Moncler non è da tempo una piccola né una media azienda: il fatturato atteso per il 2013 è di 570 milioni, in crescita del 16,5% sul 2012 e del 101% rispetto ai 282,5 milioni del 2010; l’Ebitda dovrebbe attestarsi a 180 milioni, in salita dell’11,5% sullo scorso esercizio e del 98% del 2010. Negli ultimi tre anni la crescita è stata senz’altro notevole, considerando anche la crisi innescata dal crack di Lehman Brothers del settembre 2008.

Oggi il giorno di Fincantieri, che ha presentato in Borsa i termini dell’offerta pubblica di vendita in vista dell’Ipo, ma nei prossimi mesi sono in arrivo, per citarne alcune, le quotazioni di Sisal, Favini, Ovs, Coin, Fineco, Braccialini e Cerved, senza contare Poste Italiane che debutter a Piazza Affari probabilmente nel 2015. “Non escluso che lo scenario cambi gi dal prossimo anno. Anche se oggi gli investitori sembrano recettivi, se l’investimento piace si va avanti, se no sottolinea un altro analista si pu anche delistare.

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